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Viaggio consapevole in Asia, ci sono riuscita o no?

Io e il mio ragazzo abbiamo fatto un lungo viaggio in Indonesia e Thailandia. Prima di partire però ci siamo posti come obiettivo quello di viaggiare consapevolmente, per goderci di più il viaggio e conoscerci meglio.

Thailandia: John Suwan viewpoint sull'isola Koh Tao
John Suwan viewpoint sull’isola Koh Tao (Thailandia).

Vedi qui l’articolo sui buoni propositi per un viaggio consapevole scritto prima di partire.

Ci siamo riusciti dunque? Ni. Vediamo punto per punto.

Nessun programma dettagliato: una linea guida generale;

Purtroppo è stato molto più programmato di quello che avrei voluto. Pensavo di aver organizzato soltanto dei punti di riferimento invece ho scoperto di aver pianificato quasi tutto senza spazio al libero vagare.

– Mangiare locale e stagionale: preferire locali gestiti da persone del luogo ed i mercati, evitare ristoranti lussuosi, catene internazionali, prodotti importati;

Sì e non è stato difficile. I numerosi mercati e ristoranti locali, per non parlare dei prodotti freschissimi e gustosissimi, non ci hanno fatto pensare un momento alla cucina europea o alle catene stile Starbucks (che erano presenti ed erano vuote). Mangiare vegano inoltre, è stato molto naturale grazie all’abbondante offerta di piatti vegetali (sicuramente arriverà un articolo a riguardo).

Pranzo sull'isola Koh Phangan (Thailandia)
Pranzo sull’isola Koh Phangan (Thailandia).

Godermi almeno un’alba ed un tramonto in pace ed in silenzio: uno spettacolo naturale gratuito eppure presi dalla routine quotidiana non abbiamo mai il tempo;

No, incredibile ma no. Ha piovuto durante la maggior parte delle sere e quelle in cui non pioveva apparentemente eravamo occupati a correre verso qualche destinazione. Mi sono resa conto che non puoi togliere l’occidentalità dalle persone così facilmente. Lo metti in un posto paradisiaco e pensi che si saprà rilassare? No, troverà anche lì cosa fare e dietro a cosa correre.

Vivere il momento: vivere il presente e non pensare alla prossima tappa;

Come scritto sopra, no. Quello che hai dentro te lo porti anche dall’altra parte del mondo. Se non sei capace di godere del momento presente, non lo sarai nemmeno su una bellissima spiaggia deserta.

Praticare bellezza selvaggia: no make up, no trends, essere comoda, fregarmene se mi bagno i vestiti o mi rovino l’acconciatura;

Assolutamente e sorprendentemente sì. Mi piace (piaceva) truccarmi ed avere un outfit alla moda. Sono cambiata molto da questo punto di vista. Ora mi sento a mio agio completamente struccata e con vestiti semplici e comodi.

Foto post snorkeling sull'isola Koh Tao
Foto post snorkeling sull’isola Koh Tao (Thailandia).

Camminare scalza: non importa se mi sporco i piedi, si lavano, non importa se avrò vesciche, guariranno;

Sì, dove era possibile considerando le strade non nelle migliori condizioni e la sporcizia.

Muovermi molto: camminare, nuotare, scalare, correre, tuffarmi, andare in bici, fare sesso, yoga, snorkeling, diving…;

Sì, non è possibile altrimenti. Forse anche troppo. Dico troppo perché bisogna anche sapersi fermare.

Camminata al Campuhan Ridge Walk a Ubud (Bali - Indonesia)
Camminata al Campuhan Ridge Walk a Ubud (Bali – Indonesia), 5 minuti prima della pioggia.

Socializzare e conoscere le persone del luogo: dimenticare il telefono ogni tanto e connettermi con la parte sociale di me, aprirmi al dialogo con i locali, imparare qualche tradizione, ascoltare le storie di altri turisti, parlare di più con il mio ragazzo;

Sì e no, dato che ero con il mio ragazzo non sentivo il bisogno di dover socializzare con altri ed è difficile che qualcuno si avvicini quando non sei solo. Però ne approfittavo, quando potevo, di fare domande ai tassisti o altre persone del luogo sulla loro vita. Abbiamo chiacchierato un po’ con altri turisti quando abbiamo condiviso un taxi e una sera abbiamo cenato con Michele (italiano) e Asli (la sua ragazza) che si sono trasferiti a vivere a Koh Phangan, qui il suo bellissimo blog che mi ha ispirato molto.

– Inquinare il meno possibile: rifiutare le buste in plastica e le cannucce, avere con sé una borraccia d’acqua ed una borsa ripiegabile;

Sì ma avrei potuto fare di più. Le cannucce te le portano anche per bevande che non ne avrebbero bisogno e negli alberghi mettono in camera ogni mattina bottiglie d’acqua (sarebbe molto più utile se mettessero a disposizione un distributore d’acqua nella reception per potersi riempire le bottigliette).

Non comprare souvenir: oggetti inutili (di manodopera cinese a basso costo) che occupano spazio nella nostra casa e nella nostra mente;

Sì sì sì, che soddisfazione non spendere soldi e riempire i propri bagagli con cose inutili. Abbiamo scelto con attenzione i nostri pochi acquisti: due ciotole di coco, cannucce di bamboo, due magliette fatte a mano dai locali, frutta secca, sonaglio a vento con conchiglie fatto a mano dal venditore.

Coconut bowls acquistati al mercato di Ubud (Bali).
Coconut bowls acquistati al mercato di Ubud (Bali).

Evitare assolutamente qualsiasi tipo di attività o spettacolo con animali: no zoo, no circhi, no escursione su elefanti…;

Sì, non partecipo a nessun attività che implichi animali da quando avevo 9 anni, l’ultima volta che ero stata ad un circo e avevo capito che c’era qualcosa di sbagliato.

Praticare gentilezza: con me stessa, con il mio ragazzo, con l’ambiente che mi circonda;

Non lo so ma sicuramente si può sempre fare di più.

Ci sono riuscita dunque?

Nonostante sia riuscita a rispettare alcuni punti, non sento di aver fatto un viaggio consapevole. Deduco che non bastino 25 giorni per cambiare il modo di viaggiare di un’occidentale come me. La parte più difficile è stata, senza dubbio, lasciarmi andare ed essere presente mentalmente. Abituata come sono al continuo correre per raggiungere qualcosa (intrappolata nella rat race) e c’è sempre un obiettivo da raggiungere, è stato difficile potermi fermare per apprezzare la bellezza che mi circondava.

Ho realizzato che non si scappa da sé stessi e che quello che abbiamo dentro ce lo portiamo ovunque. Se non sono felice dove sono, non sarò felice nemmeno sulla più bella isola del mondo.

Tuttavia, sono soddisfatta dei piccoli grandi passi che ho fatto e sono sicura che con più impegno (sì, perché ci vuole impegno), i prossimi viaggi saprò fermarmi ed essere più presente, godermi la bellezza del mondo e viaggiare ancora più consapevolmente.

E su questa nota filosofica, vi auguro amore, luce e presenza!

Koh Nang Yuan (Thailandia), motivo per cui ho fatto questo viaggio e non sono rimasta delusa.
Koh Nang Yuan (Thailandia), motivo per cui ho fatto questo viaggio e non sono rimasta delusa.
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